Residenziale, Milano sempre più “capitale” italiana dell’abitativo

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Il mercato immobiliare residenziale italiano ha chiuso il quarto trimestre 2019 con una crescita tendenziale in rallentamento (+ 0,6%), se confrontata a quanto maturato nei trimestri precedenti. Un rallentamento che ha coinvolto anche l’area milanese, tuttavia in grado non solamente di chiudere il periodo con un segno positivo, ma di sovraperformarne la media italiana con un discreto margine (+1,1%).

Con tale progressione, il capoluogo lombardo si conferma uno dei mercati immobiliari cittadini più in forma della Penisola e, peraltro, con una dinamica che sembra accorciare ulteriormente il gap con quello capitolino.

Milano e Roma, una corsa su due binari non paralleli

Per comprendere quale sia l’evoluzione piuttosto brillante del mercato immobiliare residenziale milanese può essere utile, dati OMI recentemente pubblicati alla mano, riepilogare quale sia stata l’evoluzione delle transazioni, trimestre per trimestre, confrontate con quelle del principale mercato nazionale, Roma:

Uno sguardo alla tabella evidenzia non solo il trend diametralmente opposto nell’ultimo quarto (+1,1% per Milano, – 0,8% per Roma), quanto anche quanto si stia assottigliando il numero delle compravendite per periodo. L’anno prima, nel quarto trimestre 2018, Roma poteva infatti vantare 2.253 compravendite in più, diventate poi 1.802 nel primo trimestre 2019 e 1.689 nel secondo trimestre 2019, per poi passare a 1.608 nel terzo trimestre dello stesso anno e, infine, a 1.434 nel  quarto trimestre.

Dunque, dal quarto trimestre 2018 al quarto trimestre 2019 la differenza di transazioni è passata da 2.253  compravendite a 1.434 compravendite, con un assottigliamento del gap che, probabilmente, vedrà però una battuta d’arresto nel corso del primo trimestre 2020, quando il mercato immobiliare milanese dovrebbe manifestare gli effetti della grave crisi sanitaria in atto.

Una crisi che, comunque, non dovrebbe danneggiare il mercato residenziale del capoluogo lombardo nelle sue fondamenta, e che potrebbe essere riassorbito già nella seconda parte dell’attuale esercizio.

Un fine 2019 di soddisfazioni

Per quanto concerne gli altri principali dati elaborati dall’OMI – Agenzia delle Entrate, evidenziamo come nel periodo in esame chi ha comprato casa a Milano ha dato la sua preferenza per le abitazioni di superficie più contenuta, con il 42,4% delle operazioni che si sono concentrate in quelle tra 50 e 85 metri quadri, e quelle di superficie inferiore ai 50 metri quadri che invece hanno assorbito il 21,8% delle transazioni. Dunque, quasi 2 operazioni su 3 hanno riguardato appartamenti tipicamente inquadrati come bivani o piccoli trivani.

Molto bene anche il mercato accessorio all’immobiliare abitativo. I depositi pertinenziali hanno infatti generato compravendite sul territorio milanese in crescita del 32,1% rispetto a un anno fa, con un passaggio di operazioni da 1.186 a 1.567 unità. Particolarmente brillante anche l’evoluzione delle compravendite di box e posti auto, salite del 20% su base annua nel quarto trimestre 2019, da 3.353 operazioni a 4.022 operazioni.

Rimane ora da comprendere quale sarà l’effetto della forte riduzione delle attività immobiliari legate all’avvento della crisi epidemica da coronavirus, concentrata soprattutto nella seconda metà del primo trimestre.

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