Nuovo minimo storico per i tassi sui mutui casa

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Nel suo Monthly Outlook di maggio, l’ABI certifica un nuovo calo nell’andamento dei tassi di interesse medi sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni: una flessione che ha disatteso le stime di alcuni dei principali analisti, e che sembra influenzato non solo – ancora una volta – da un notevole peso delle surroghe, quanto anche dal passo indietro compiuto dal tasso base sul fisso, che sembrava invece avviarsi verso una lenta ma costante risalita.

Tasso medio all’1,85% per le erogazioni di maggio

Introdotto quanto sopra, i dati ABI sottolineano dunque come il tasso medio per le nuove erogazioni di mutui casa per il mese di aprile sia stato pari all’1,85%, contro l’1,88% di marzo e, soprattutto, contro il 2,13% di un anno fa e il 3,69% di cinque anni fa. Un livello che ha influenzato anche il tasso medio ponderato sul totale delle consistenze, oggi al 2,66%, contro il 2,67% del mese precedente.

Si conferma inoltre l’ampia propensione dei mutuatari italiani verso il tasso fisso: con livelli di così spiccata convenienza storica, “congelare” l’onerosità del proprio debito a queste soglie di costo di denaro è evidentemente una scelta consapevole e condivisibile, soprattutto nel caso di operazioni di indebitamento di più ampio respiro.

Continua la positiva dinamica dei mutui bancari

Oltre che sui tassi, l’ABI ha altresì colto l’opportunità per porre in evidenza un più ampio sguardo sulla positiva dinamica dei mutui bancari, sottolineando come nel nostro Paese, nel primo trimestre 2018, sia proseguita la crescita del mercato dei finanziamenti per acquisto abitazioni, con un + 2,7% di variazione annua degli stock di mutui a fine marzo 2018, dopo aver toccato un valore minimo di 1,3% a marzo 2014. Un recupero che secondo l’Ufficio Studi ABI riflette, tra gli altri elementi, anche il miglioramento del mercato delle abitazioni, oltre che le favorevoli condizioni di offerta da parte delle banche.

L’ABI si sofferma poi sul ciclo immobiliare nella Penisola che, pur in ripresa, presenta ancora degli elementi di debolezza. La riduzione dell’ampio stock di case invendute sta proseguendo in modo lento e costante, dinanzi a una condizione di incremento del numero di compravendite. Stando alle valutazioni della Banca d’Italia, inoltre, in presenza di un rafforzamento della domanda, i prezzi delle abitazioni registreranno una ripresa debole.

A proposito di domanda, il report mensile ABI non manca di sottolineare come secondo una recente indagine congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia (compiuta a gennaio su un campione di oltre 1.500 agenzie immobiliari), si sono rafforzati in misura rilevante i segnali di miglioramento della domanda: il numero di agenzie che ha intermediato almeno un immobile è cresciuto, e le giacenze degli incarichi a vendere sono di contro diminuite.  Nell’ultimo trimestre 2017, inoltre, la quota di operatori che segnala pressioni al ribasso sulle quotazioni degli immobili, è tornata ad aumentare.

ABI conclude infine rammentando come i finanziamenti mediante mutui ipotecari hanno coperto una quota di compravendite intorno all’80%, con un corposo balzo rispetto al minimo del 55% del secondo trimestre del 2013. Il loan-to-valute, ovvero il rapporto fra il prestito e il valore dell’immobile, è oggi oltre il 70%, contro il 55,8% del secondo trimestre 2013.

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