Mutui casa, ABI conferma tassi ancora più bassi

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In attesa di comprendere che cosa avverrà sul fronte dei mutui casa e sui relativi tassi nel corso dei prossimi mesi, in un contesto di spread più alto delle ultime stagioni, l’ABI nel suo ultimo bollettino mensile certifica come il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento per acquisto di abitazioni sia risultato pari all’1,79%, in calo rispetto all’1,85% che era stato riscontrato nel precedente mese di agosto e, soprattutto, in forte flessione rispetto al picco del 5,72% di fine 2007, poco prima che la crisi economico finanziaria scoppiasse in tutta Europa.

Tasso fisso, una scelta  che non delude

Non è questa, comunque, l’unica informazione statistica di particolare interesse – per quanto, non sorprendente – che emerge dal report ABI. Secondo il bollettino, infatti, circa i tre quarti delle nuove operazioni di finanziamento casa hanno riguardato linee di credito a tasso di interesse fisso, con una chiara volontà, da parte dei nuovi mutuatari italiani, di confermare la propria propensione nei confronti di un indebitamento dall’onerosità certa e predeterminata.

Ben difficile, d’altronde, smentire tali convinzioni. Con un livello dei tassi mai così basso, l’occasione per poter congelare l’importo delle rate per i prossimi 10, 20 o 30 anni  è particolarmente ghiotta, tutelandosi da improvvisi rialzi dell’Euribor & co.

La convenienza della scelta del tasso di interesse variabile risulta così essere sostanzialmente riconducibile alle sole operazioni di breve scadenza (inferiore a 5 anni): un arco temporale nel quale il tasso indicizzato sembra poter garantire ancora una competizione particolarmente vibrante.

Crescono le erogazioni di mutui e prestiti

Sempre secondo quanto viene affermato in relazione ai dati al 30 settembre 2018, i prestiti a famiglie e imprese sono in crescita su base annua del 2,1%, proseguendo così la positiva dinamica complessiva del totale dei prestiti in essere, con un tasso di variazione annuo che risulta essere positivo da oltre 2 anni a questa parte.

Una evidenza, quella di cui sopra, che emerge anche dalle stime di Banca d’Italia sui finanziamenti alle famiglie e alle imprese, che ci propongono un trend di continuo sviluppo dello stock di erogato. Per quanto attiene il solo mercato dei mutui – con dati aggiornati al mese di agosto – l’ammontare totale è ad esempio cresciuto del 2,2%  rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, confermando in tal modo una spinta sostenibile di un settore che si sta depurando dal fenomeno delle surroghe, per potersi ricalibrare sulle (quasi) sole effettive nuove erogazioni.

Stabile la qualità del credito

Concludiamo infine con uno sguardo sulla qualità del credito, con le sofferenze nette (ovvero, le sofferenze al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti che sono stati effettuati dagli istituti di credito con risorse proprie) che ad agosto 2018 si sono attestati a quota 40,5 miliardi di euro, stabile rispetto ai 40,1 miliardi di euro del mese precedente.

Risulta tuttavia notevole il differenziale con il dato di fine 2016,  quando il volume delle sofferenze nette toccata quota 86,6 miliardi di euro, e quello di novembre 2015, quando fu raggiunto il picco di 88,8 miliardi di euro. I pochi anni, dunque, il dato sulle sofferenze si è sostanzialmente dimezzato, premiando il costante sforzo di pulizia dei bilanci da parte delle banche italiane.

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